Riabilitazione cognitiva

Per valutare in modo più oggettivo e quantitativo l’efficacia dell’attività di riabilitazione, da due anni viene somministrato un questionario standardizzato. Si tratta di un test contenente esercizi specifici e che viene somministrato agli utenti meno compromessi all’inizio e alla fine di ogni ciclo di attività. In questo modo, si può osservare la presenza o meno di miglioramenti cognitivi.

Il Montreal Cognitive Assessment (MoCA) è un test professionale che si suddivide in undici sottoscale valutanti diversi campi cognitivi: attenzione, concentrazione, denominazione, funzioni esecutive, memoria, linguaggio, abilità visuo-costruttive, astrazione, calcolo e orientamento. Il massimo punteggio ottenibile è 30, al punteggio finale viene aggiunto 1 punto se il soggetto ha dodici anni o meno di istruzione. Un utente che ottiene un punteggio uguale o superiore a 26 è considerato con capacità cognitive nella norma. Nessun utente ha avuto un punteggio ≥ a 26, però molti hanno incrementato o mantenuto il punteggio dopo l’attività riabilitativa.

Nelle seguenti tabelle vengono mostrati i dati raccolti nel 2011 e nel 2012, è bene specificare che l’età degli anziani valutati riguarda la fascia degli 80 e dei 90 anni e che le loro abilità mentali sono abbastanza compromesse, in alcuni utenti sono presenti patologie fisiche che si ripercuotono sulla motivazione e sulla possibilità di memorizzare e concentrarsi.

    Ogni step corrisponde al momento di somministrazione del test e i due step indicano:
  • il primo, la valutazione all’inizio del primo periodo riabilitativo;
  • il secondo, la valutazione avvenuta alla fine del secondo periodo di riabilitazione. I risultati del 2011 e del 2012


Con le lettere sono indicati casualmente gli otto soggetti del campione, la tabella mostra come gli utenti abbiano incrementato le loro performances, cosa notevole dato che l’utenza del campione a livello mentale e fisico è deteriorata; di fatto, come precedentemente riferito, il risultato di normalità a questo test equivale al punteggio di 26.



Anche in questo caso, con le lettere sono indicati casualmente gli otto utenti del campione, alcuni dei quali sono gli stessi dell’anno precedente. Dal grafico si può notare che nella maggior parte dei soggetti il test finale mostra un incremento o un mantenimento delle abilità cognitive (un punto o due di differenza non sono significativi). Discorso a parte per i soggetti E, F e H che, per motivi di salute hanno partecipato meno, rispetto all’anno precedente, alle attività riabilitative e per gli stessi motivi l’aspetto cognitivo è ulteriormente decaduto.

In generale abbiamo notato, attraverso le schede di monitoraggio degli ospiti coinvolti nel progetto di valutazione, che i motivi del decremento cognitivo riscontrato possono riguardare:

  • Un abbassamento fisiologico delle competenze cognitive, visto che rispetto alla precedente valutazione è trascorso un anno, periodo importante dato che l’età dei soggetti testati andava dagli ottanta ai 100 anni.
  • La conseguenza delle compromissioni neurologiche e di altre patologie presenti.
  • La mancata continuità nella presenza alle attività riabilitative per motivi di salute (es. influenza, frattura, ricovero in ospedale, ecc).

Di fatto si è notato che la frequenza alle attività e il declino mentale dovuto a patologia influenzano la capacità riabilitativa. Il fatto che per alcune abilità il decremento sia stato meno severo, e che comunque il recupero sia stato così veloce, dimostra che la fase riabilitativa precedente ha dato un contributo importante migliorando in modo basilare l’assetto cognitivo che quindi, una volta risollecitato, ha risposto in maniera più celere e produttiva, dato che in molti casi i valori hanno continuato a crescere.

La valutazione delle diverse abilità

Di seguito, sono riportate le tabelle dei due anni di valutazione nelle quali il monitoraggio delle abilità stimolate viene presentato attraverso 4 momenti di somministrazione del test Mo.C.A. Entrambe le tabelle mostrano come i soggetti abbiano mantenuto o incrementato le loro abilità mentali. Comparazione delle abilità fra le 4 somministrazioni 2011.

Questi risultati premiano anni di lavoro mirati a potenziare il più possibile le abilità in modo diretto, con gli esercizi specifici, e indiretto, stimolando gli anziani a conoscersi, a interagire, a collaborare fra di loro.

Abbiamo assistito ai loro miglioramenti continui, sempre ovviamente per quanto è possibile data la situazione psicofisica di ognuno, e più che mai è stato esplicito quanto la costante stimolazione aiuti gli ospiti a mantenere il più possibile attive le loro capacità cognitive.

Dr.ssa Laura Pedrinelli Carrara* Dr.ssa Daniela Magnini*

* Psicologa, psicoterapeuta collabora con la Fondazione “Città di Senigallia” (ex Casa Protetta, ex IRAB) nel progetto di animazione professionale per la riabilitazione cognitiva dell’anziano.